La Pace

“ Per quanto possa sembrare singolare e contraddittorio, la pace va ricercata in mezzo al dolore, e mai lottandovi contro, scappando via da ciò che viene considerato negativo o doloroso.
Certo, la vigliaccheria ti dà dolore, la paura ti dà dolore, la rabbia ti dà dolore - queste sono emozioni negative. Ma la pace si può ottenere solamente accettando e assorbendo ciò che è doloroso, non rigettandolo. Rigettandolo diventi sempre più piccolo, sempre più piccolo, sempre più piccolo e hai sempre meno potere. E sarai sempre coinvolto in una continua guerra interiore, una guerra civile nella quale una mano lotta contro l'altra, nella quale semplicemente disprezzi la tua energia.
Si deve ricordare una cosa fondamentale: solo la comunione con il dolore psicologico apre la porta alla sua liberazione e trascendenza solamente la comunione con il dolore psicologico. Tutto ciò che è doloroso va accettato; bisogna creare un dialogo con esso. Tu sei ciò. Non c'è altro modo per andare oltre, il solo modo è assorbirlo.
E questo ha un enorme potenziale. La rabbia è energia, la paura è energia, e così pure la vigliaccheria. Tutto quello che ti accade ha una gran forza, racchiude una grande quantità di energia. Una volta accettata, questa energia diventa tua. Tu diventi più forte, diventi più ampio, cominci a diventare più spazioso. Allora hai un mondo interiore più vasto.
Cerca di capirlo: il dolore psicologico é una tua creazione. La vigliaccheria non è dolorosa - solo la tua idea che la vigliaccheria sia sbagliata, la tua interpretazione che la vigliaccheria non ci debba essere.... C’è dolore solo quando la mente vuole sottrarsi da un fatto o dalla realtà. Tu stai indietreggiando di fronte alla vigliaccheria, alla paura, alla rabbia, alla tristezza. Non tirarti indietro. Tirarsi indietro da un fatto crea dolore.
Osserva dentro di te, diventa un laboratorio di una grande sperimentazione...
Quando nella consapevolezza sorge qualcosa, non la si deve giudicare buona o cattiva, non si deve né etichettarla né avere alcun tipo di desiderio o scopo. Non ci dev'essere alcun senso di rifiuto, resistenza, condanna, giustificazione, distorsione o attaccamento rispetto a ciò che ti nasce dentro, ma solo una consapevolezza priva di scelta, in questo modo si stabilisce una comunione con se stessi.
Consapevolezza priva di scelta: questa è la suprema chiave che apre il mistero più profondo del tuo essere. Non dire che è buono, non dire che è cattivo. Dicendo che qualcosa è buono, insorge attaccamento, attrazione. Dicendo che qualcosa è cattivo, si crea repulsione. La paura è paura, né buona né cattiva.. Non valutare, permetti semplicemente che esista. Permetti che sia così.
Quando, senza condanna né giustificazione, tu sei presente, allora, in questa consapevolezza priva di scelta, tutto il dolore psicologico semplicemente evapora, come le gocce di rugiada al sole del mattino. E ciò che rimane è puro spazio, ciò che rimane è spazio incontaminato. Questo è l’Uno, il Tao...”

Osho, Unio Mystica, Primo Volume, discorso N. 8