Essere e Fare

Osho, I Segreti della Trasformazione. Cap.I

La vita ha due polarità: l'essere e il fare. L'essere è la tua natura: è sempre con te, non devi fare nulla per averlo. E’ qualcosa che esiste già, che sei fin da ora; non è qualcosa che possiedi. Non esiste nessuna distanza: sei già il tuo essere. Il fare è una conquista. Ciò che fai non esiste ancora: se fai qualcosa, accade, se non la fai, non accade. E tutto ciò che ancora non è, non è il tuo essere. Per vivere, per sopravvivere, devi fare molte cose, che finiscono a poco a poco con l'ostacolare la conoscenza dei tuo essere. L'attività è la circonferenza, dove vivi e senza la quale non puoi vivere, ma non è il centro: tu non sei la circonferenza. L'avere è il risultato del fare: tutto ciò che hai è il risultato di azioni. Ma, beni e azioni alla fine soffocano e nascondono il centro.
La prima cosa da capire prima di addentrarci in queste tecniche è che tutto ciò che hai e che fai o puoi fare non è il tuo essere: l'essere precede ogni azione e ogni possesso. Ma la mente è sempre ossessionata dal fare e dall'avere, e l'essere è al di là della mente, o al di sotto di essa. Come raggiungere il centro è sempre stato l'obiettivo della ricerca religiosa e di tutti coloro che aspirano a conoscere la propria realtà essenziale, il nucleo, il fondamento del proprio essere. Per capire questi sutra, devi comprendere a fondo la distinzione tra centro e circonferenza.
Perciò fai attenzione: tutto ciò che puoi avere, come i soldi, la fama o il sapere, non sei tu. E’ qualcosa che hai, sono tue proprietà, e quindi altro da te. Inoltre, tutto ciò che fai non è il tuo essere, perché puoi farlo oppure no. Ad esempio, puoi ridere o non ridere, correre o non correre, ma tu esisti indiscutibilmente. Non puoi scegliere di essere, perché sei già.
L'azione è una scelta. Puoi scegliere di farla o di non farla, puoi diventare un santo o un ladro. Ma essere santo o ladro sono entrambe azioni, è una scelta che si può sempre cambiare. Il santo può diventare ladro e il ladro santo. L'essere non è queste cose: l'essere viene prima dell'essere santo o ladro.
Ogni volta che devi fare qualcosa, devi essere già, altrimenti non potresti farla. Chi sarebbe infatti a correre, ridere, rubare o diventare santo? L'essere deve precedere ogni attività. L'attività può essere scelta, l'essere No. L'essere è colui che sceglie, non la cosa scelta, e non si può scegliere colui che sceglie: esiste già, non puoi farei nulla. Ricorda: l'avere e il fare stanno a te come una circonferenza sta al centro. Ma tu sei il centro.
Questo centro è il Sé, o l'Atman, o qualsiasi altro nome si voglia. Questo centro è il punto più profondo dentro di te. Se non lo raggiungi, non lo conosci, non lo realizzi, non potrai conoscere la felicità eterna, l'immortale, il Divino. Come fare dunque a raggiungerlo?
Se questo centro non viene realizzato, si resterà nel dolore, nell'infelicità e nella sofferenza. La circonferenza è l'inferno e queste tecniche sono gli strumenti per accedere al centro.

La prima tecnica dice. "Nell'attimo in cui senti l’impulso a fare qualcosa, fermati.

In tutte queste tecniche si parla di interrompere a metà un'azione. George Gurdiieff le ha rese molto famose in occidente, le apprese in Tibet, dai lama buddisti. Lavorò con esse in Occidente e moltissimi ricercatori arrivarono a realizzare il centro grazie a esse. Le chiamò 'esercizi di arresto", e la loro fonte è il Vigyana Bbairava Tantra.