CRANIOSACRALE
Terapia e amore

"The Great Pelgrimage: from Here to Here". Osho. Discorso N.14 del 13 settembre 1987.
Amato Osho,

E' pericoloso per la mia crescita spirituale assumere il ruolo di terapista? E' possibile aiutare le persone e allo stesso tempo dissolvere il proprio ego? Sento che è in corso una lotta sottile tra una parte di me che è chiara e un'altra che non vuole avere nulla a che fare con la chiarezza. Sotto la tua guida ho imparato a non dominare gli altri quando uso le mie capacità per vedere: sto però, ancora dominando me stessa?

Sagarpriya, il ruolo di terapista è qualcosa di molto delicato e complesso. Anzitutto il terapista soffre degli stessi problemi che sta cercando di curare negli altri. Egli è solo un tecnico, può però cercare di fingere, ingannando se stesso, di essere un maestro, e questo è il pericolo più grave.
Ma basta un minimo di comprensione perché le cose siano diverse. Come prima cosa, non pensare di aiutare gli altri, perché questo ti fa credere di essere un salvatore, un maestro, e l’ego entra di nuovo in te, dalla porta di servizio. Diventi importante, sei al centro del gruppo, tutti ti guardano dal basso in alto. Non pensare di essere d'aiuto. Invece della parola aiuto, usa la parola "condivisione". Condividi le tue intuizioni, qualunque esse siano.
Chi partecipa al gruppo non è inferiore a te: siete entrambi sulla stessa barca. Il terapista sa solo un po’ di più. Sii consapevole del fatto che le tue conoscenze sono prese in prestito. Non dimenticare neppure per un momento che tutto quello che sai non è ancora una tua esperienza, e questo sarà di aiuto a coloro che partecipano al tuo gruppo.
L'uomo è un meccanismo molto sottile: ha un comportamento duplice. Se il terapista comincia a diventare un maestro, in realtà non aiuterà ma distruggerà qualcosa nei partecipanti, perché anche loro impareranno solo le tecniche e non ci saranno né condivisione amorevole, né sensazione di amicizia, né atmosfera di fiducia. Si penserà: "tu sai di più, io so di meno, ma partecipando a più gruppi imparerò anch'io quello che tu sai".
In questo modo i partecipanti cominciano piano piano a diventare terapisti a loro volta, visto che finora in quasi tutti i paesi non è richiesta alcuna qualifica. Solo in alcuni si sta iniziando a considerare illegali tutti i tipi di terapia non convenzionali: solo a chi ha una specializzazione universitaria come terapista, psicoanalista, psicoterapista, è permesso di esercitare. Tutti i paesi stanno cercando di regolarizzare la situazione perché la terapia sta diventando un grosso affare e quelli che ne sono a capo non hanno qualifica. Conoscono le tecniche, dato che si possono imparare partecipando a più gruppi, e ne fanno un miscuglio, senza che ci sia modo di controllarli.
Ricorda però che se assumi il ruolo di colui che aiuta, la persona che viene aiutata non ti perdonerà mai. Hai ferito il suo orgoglio, il suo ego, anche se non era nelle tue intenzioni. Tu volevi solo gonfiare il tuo ego, ma è una cosa che puoi fare solo a scapito dell’ego altrui. Non puoi gonfiare il tuo ego senza ferire gli altri; il tuo ego, diventato più grosso, ha bisogno di maggior spazio e gli altri devono ridurre il loro, devono ridurre la loro personalità, per poter convivere con te. Fin dall'inizio cerca di essere una persona autenticamente amorevole.
Ritengo questo punto assolutamente necessario; non c'è niente di più terapeutico dell'amore. Le tecniche possono aiutare, ma il vero miracolo avviene attraverso l'amore. Ama le persone che partecipano al gruppo e sii una di loro; non voler essere più in alto o più santo. Chiarisci bene questo concetto fin dall'inizio. "Queste sono le tecniche che ho imparato, a cui ho aggiunto anche un po' della mia esperienza. Vi darò le tecniche e condividerò la mia esperienza, ma voi non siete miei discepoli, siete solo amici in difficoltà. Io ho delle conoscenze, non molte, e le posso condividere con voi.
Forse molti di voi hanno le loro conoscenze, provenienti da aree diverse, da direzioni diverse...". Anche loro possono condividere le loro esperienze, arricchendo ulteriormente il gruppo. In altre parole, quello che vi sto esponendo è un concetto del tutto nuovo di terapia. Il terapista è solo un coordinatore, che cerca semplicemente di rendere il gruppo più silenzioso, sereno. Controlla che tutto vada per il verso giusto, è più un guardiano che un maestro. E dovete anche chiarire bene questo fatto: "Anch'io sto imparando quando cerco di condividere la mia esperienza. Mentre vi ascolto non vedo solo i vostri problemi, ma anche i miei, e quando dico qualcosa, non solo parlo, ma ascolto allo stesso tempo." Chiarite che non siete speciale.
Questo deve essere fatto all'inizio del gruppo e portato avanti quando il gruppo va ad esplorare in profondità. Siate come un fratello maggiore che ha fatto qualche passo in più, altrimenti non sarete in grado di aiutare le persone. Impareranno le tecniche e diventeranno a loro volta dei terapisti. E di pazzi ce ne sono fin troppi; sì, miliardi di pazzi sulla terra! Troveranno i loro seguaci. E quando le persone cominciano ad essere guardate dal basso verso l'alto, la debolezza umana fa’ sì che esse pensino subito di avere in sé qualcosa di grandioso.
I partecipanti ai gruppi si trovano in difficoltà, soffrono di fragilità umana, ma anche tu sei umano e sbagliare è assolutamente umano. Senza condanna, quindi, con grande amore, aiutali ad aprirsi. E questo è possibile solo se tu stesso ti apri.
Ho notato uno strano fatto: gli estranei parlano tra di loro di cose che non oserebbero mai raccontare a persone che conoscono. In treno, per esempio, incontri qualcuno di cui non conosci il nome, né sai dove andrà o da dove viene... ed ecco che quello si apre a te.
Per 2 anni ho viaggiato in treno, per tutto il paese, continuamente, ed ho osservato uno strano fenomeno: la gente confida segreti a degli estranei perché sa che questi non se ne serviranno contro di loro. Arrivato alla stazione successiva, lo sconosciuto scende, forse non lo rivedrete mai più. Inoltre, a lui non interessa distruggere la vostra reputazione, né pensa di sfruttare quelle confessioni a suo vantaggio. Al contrario, condividendo i vostri segreti, le vostre debolezze, la vostra vulnerabilità, gli altri acquistano familiarità, fiducia, entrano in amore con voi. La vostra fiducia provoca la loro fiducia. Quando vedono che siete così innocenti, così disponibili e aperti, anch’essi cominciano ad aprirsi. E' una reazione a catena.
Se però tu vuoi diventare un maestro... come hanno voluto fare alcuni terapisti idioti di questa comune, senza sapere niente del loro essere e senza conoscere alcun mistero dell'esistenza. Tutto quello che sanno è come giocare un particolare gioco della mente, che può essere d'aiuto solo se siete sotto la guida di un uomo che è arrivato.
Certo, un gruppo terapeutico può servire a fare un po’ di chiarezza, a togliere un po’ di confusione. Non è però la fine, ma soltanto l'inizio; è una preparazione per la meditazione, proprio come la meditazione è una preparazione per l'illuminazione.
Se capirete le cose nella loro semplice aritmetica, non incontrerete alcuna difficoltà. Anzi il gruppo vi piacerà ancora di più, perché quel processo andrà ancora più in profondità. E voi non sarete solo un insegnante, ma anche un allievo.


Nel "Profeta" di Kalil Gybran, Al Mustafa fa una bellissima affermazione quando qualcuno gli chiede- “Parlaci dell'apprendere”. Egli risponde: "Poiché me lo chiedete parlerò ma, ricordate, parlo e allo stesso tempo ascolto; sono qui sul podio e allo stesso tempo sono seduto in mezzo a voi. Non sono niente di speciale."
Questo atteggiamento fa avvicinare le persone. Rivendicare il proprio essere speciali crea distanza, qualsiasi realizzazione dell’ego distrugge l'atmosfera d'amore. E, lo ripeto, non esiste terapia più grande dell'amore. Ama le persone che partecipano ai tuoi gruppi. Amali per quello che sono e non per quello che dovrebbero essere. Per tutta la loro vita hanno sofferto a causa di ogni tipo di leader: politici, religiosi, sociali, teologici, filosofici. E questi leader li avrebbero amati solo se fossero stati seguiti, li avrebbero amati solo se fossero diventati immagini conformi alle loro idee. Li avrebbero amati solo dopo averli uccisi completamente, demoliti e rimessi di nuovo insieme secondo le loro idee. Tutte le religioni hanno fatto questo all'umanità; nessuna ne è rimasta indenne. E queste persone hanno creduto coscientemente di aiutare elargendo ideali, ideologie, principi, comandamenti.
La loro idea fissa è quella di aiutarvi, altrimenti vi perdereste.
Non hanno fiducia nella vostra libertà e non hanno rispetto della vostra dignità. Vi hanno ridotti veramente male. Non c'è neppure una persona che faccia delle obbiezioni quando Gesù dice alla sua gente: "Voi siete le pecore e io sono il pastore." Non possono che essere state delle pecore, se nessuno si è alzato in piedi per dire a Gesù: "Questo è troppo! Ti sei messo su un piedistallo così alto! E ci chiami anche pecore; ci stai perfino degradando da esseri umani."
E quando Gesù dice: "Sono il salvatore. Salverò tutta l'umanità alla sola condizione che essa creda in me." Ma questa condizione distrugge tutto quello che di bello c'è in voi; il vostro diritto di diventare un essere integro e meraviglioso. Ho sempre avuto il sospetto che Gesù non stesse dicendo niente di rivoluzionario e che le sue parole non fossero per nulla contro il giudaismo. Il dubbio che mi ha perseguitato è: perché l'hanno crocefisso. Tutta la sua enfasi era, senza eccezione: "Sono un profeta giudeo, figlio di un dio ebreo." Un profeta, quindi, un Messia, che i giudei stavano aspettando. Le loro scritture avevano detto che quando fosse apparso il messia, l'ultimo messia, egli li avrebbe salvati tutti. E gli ebrei dovevano fare solo una cosa piccolissima: credere in lui. Ho un sospetto sul motivo della crocifissione di Gesù; anzi, è più che un sospetto. Ci sono prove e argomenti sufficienti a dimostrarlo. Socrate è sicuramente stato avvelenato a causa dei suoi discorsi rivoluzionari, per il suo stile di vita che i Greci non potevano permettergli. La sua influenza sulla gioventù greca era così grande che la generazione più vecchia era spaventata all'idea che presto se ne sarebbe dovuta andare, lasciando il paese sotto l'influenza di quest'uomo. Un uomo che era contro la tradizione, contro Dio, contro inferno e paradiso, contro ogni tipo di idiozia, e che insisteva su un'unica cosa: la verità, affermando che questa verità è negli esseri umani, non nelle sacre scritture, non in un salvatore, e neppure in un messaggero di Dio.
La società lo ha certamente avvelenato perché era un incredibile rivoluzionario, un uomo in rivolta. Tutto quello che diceva era chiaramente per il bene dell'umanità, ma andava contro il passato. Tutto quello che va a rafforzare il vostro futuro vi rende più ricchi, più belli, più umani, ma è destinato ad essere contro il passato. Il passato è incivile, mostruoso, va condannato.
Gesù, però, non aveva fatto nulla di tutto questo. Allora perché è stato crocefisso? Era pienamente d'accordo con tutto il passato, accettava tutto ciò che il giudaismo definiva fondamentale. Secondo me, è stato crocefisso perché alla fine la gente si era stancata di sentirsi dare della pecora, e che lui fosse il pastore. Ha ferito l’ego di troppe persone, ha distrutto in troppa gente il rispetto di sé, la loro dignità di essere umani. Questo è il motivo della crocifissione di Gesù Cristo. Per il resto era completamente innocente. Non aveva infatti commesso alcun crimine apparente. Il crimine da lui commesso, però, miete molte più vittime anche se è invisibile. Non si vede in superficie, non si può afferrarlo, però lo si può capire.
In realtà non potete perdonare uno che pretende di essere più in alto di voi, più santo di voi, l'unico figlio benedetto di Dio. E voi? Siete forse tutti orfani, bastardi? Cosa siete? Se Dio è il padre di tutti, allora chi è quest'uomo che pretende di essere l'unico figlio benedetto? L'enfasi è sull'essere "unico".
Egli ha sottratto all'umanità ogni diritto di alimentare il proprio ego. Tutto il resto che ha detto o fatto, sarebbe stato ignorato.
Non c'era niente di speciale in esso. Non faceva che ripetere quanto già detto dai vecchi profeti, non faceva che citare tutti i profeti ebrei e neppure in modo corretto, dato che non era istruito e non sapeva leggere. Non era mai stato presso un rabbino, mentre gli ebrei avevano una lunga tradizione di apprendimento, antica di migliaia di anni.
A Gerusalemme esisteva un'importante università, dove le persone dedicavano tutta la loro vita allo studio. Rispetto a quei tempi erano molto progrediti nella conoscenza. Gesù non era un uomo di cultura e certamente neppure un uomo d'esperienza; un uomo d'esperienza non può infatti dire sciocchezze così madornali, come: "Io sono l'unico figlio benedetto di Dio." Dio è solo un'ipotesi e non ho mai sentito dire che le ipotesi facciano figli; solo gli indiani li fanno, non le ipotesi. Le ipotesi sono assolutamente sterili.

E l'idea che qualcun altro vi debba salvare, vi ferisce; non vi viene lasciata neppure la libertà di salvarvi da soli! Gesù deve essere capito con molta chiarezza: è uno di quegli uomini che sono contro qualsiasi libertà. Parla con dolcezza, proprio come un qualsiasi venditore, ma l'intenzione è di sottrarvi il vostro diritto fondamentale, acquisito con la nascita, di Svilupparvi come individui unici, non come una imitazione o chissà cos'altro; Voi avete il diritto di essere Voi Stessi. Gesù non accettava le persone per quello che sono, ma voleva che si conformassero al suo insegnamento; non aveva lasciato neanche una possibilità al dubbio o alla discussione. ? Non si può discutere con il figlio di Dio. Quello che lui definisce "la Sua verità ", venne accumulato in soli tre anni. Non ha insegnato nel mondo per più di tre anni; e questo le persone non potevano tollerarlo; era diventata una cosa troppo insultante, troppo umiliante. Il motivo per cui Gesù Cristo è stato crocefisso non è quello che i cristiani continuano a dire al mondo intero, che era cioè un grande rivoluzionario. La ragione è che era uno di quegli umanitari vuoti, e la gente l'ha crocifisso per vendetta. Era diventato troppo pesante sopportarlo. Un semplice figlio di falegname che incolla, taglia incolla, sposta pezzi di legno nel negozio di suo padre, all'improvviso diventa il Salvatore, e il Salvatore di tutti, ad una sola condizione, molto a buon mercato: quella di credere in lui. Non dà neppure la libertà di pensare, la libertà di meditare, la libertà di cercare, la libertà di esplorare, nessuna libertà in assoluto! Gesù ha creato la più grande Schiavitù mai esistita nel mondo- il cristianesimo. Ora, metà del mondo è cristiano, e la responsabilità di tutti questi schiavi, cattolici o protestanti poco importa, è Sua. E questa schiavitù è molto sottile, di tipo psicologico. In realtà Gesù non era in grado di salvare neppure Se Stesso e pretendeva di salvare tutta l'umanità. Quando gli venne chiesto, prima della sua morte, quanto tempo ci sarebbe voluto prima che ritornasse sulla terra per salvare tutta l'umanità, rispose: "Non preoccupatevi, tornerò presto. Sono passati 2000 anni. . Posso anche allungare questo "presto" ma non di così tanto! 2ooo anni, è una tale esagerazione, e ancora non c'è alcun segnale. Non sappiamo dove è la Vergine Maria, lei almeno dovrebbe apparire prima che Gesù ritorni. Anche Giuseppe il falegname dovrebbe tornare per sposare la Vergine Maria, e prima che il matrimonio sia consumato, dovrebbe arrivare lo Spirito Santo. . è un semplice caso di violenza carnale nei confronti di una vergine. E alla fine, in mezzo a tutte queste difficoltà, dovrebbe arrivare Gesù Cristo. Ma come potrà salvarvi? Ricordo cosa diceva un grande medico, mio amico, che ora non so dove si trovi, né se è ancora vivo; in questi ultimi sei anni non l'ho più sentito. Era il medico più famoso della città dove ho vissuto prima di trasferirmi a Bombay e poi a Poona. Egli mi disse che dall'esperienza di tutta la sua vita aveva capito che la funzione del medico non è curare il paziente. Il paziente si cura da solo. Il medico non fa altro che fornirgli un'atmosfera amorevole, fargli delle promesse, dargli semplicemente fiducia e stimolare la sua voglia di vivere. Tutte le medicine sono un rimedio secondario. Nella sua esperienza di medico, se il paziente perdeva la voglia di vivere, non c'era medicina in grado di aiutarlo. Analoga situazione è quella del terapista: egli non è la persona che cura i guai psicologici della gente. Può solo creare un'atmosfera ricca d'amore, nella quale la gente possa aprire il proprio inconscio represso: immaginazioni, repressioni, allucinazioni, desideri. Senza alcuna paura di essere derisi, con l'assoluta certezza che tutti sentiranno amore e compassione. Tutto il gruppo dovrebbe funzionare come una situazione terapeutica. Il terapista è solo un coordinatore, tiene insieme le persone malate e disturbate psicologicamente, e sta solo attento che niente vada male. E se può sostenerli con alcune idee, intuizioni o osservazioni, dovrebbe specificare sempre molto chiaramente che quelle non sono che conoscenze, non esperienze, a meno che non siano diventate effettivamente esperienze. Se siete sinceri, veritieri, onesti e autentici, non cadrete mai nella trappola di diventare un maestro, un salvatore, trappola in cui è molto semplice cadere. Non appena diventate un maestro e un salvatore, e non lo siete, non solo non state aiutando queste persone, state semplicemente sfruttando loro, le loro debolezze, i loro problemi. L'intero movimento psicoanalitico mondiale è il maggior esperimento di sfruttamento che stia avvenendo. Nessuno è aiutato, tutti vengono tremendamente sfruttati; e nessuno è aiutato perché lo' psicoanalista, lo psicoterapista. . attualmente la psicologia si è suddivisa in molte branche, e anche se tutte fanno lo stesso lavoro, vi riducono in un paziente e loro fanno i medici. E il guaio è che essi stessi soffrono delle medesime malattie. Ogni psicanalista va da un altro psicanalista almeno due volte all'anno, per essere aiutato. Questa è un'enorme cospirazione, perché, ascoltando ogni genere di pazzia, salvo che tu non sia al di là della mente e dei suoi problemi, sei destinato alla pazzia tu stesso. Comincerai a soffrire degli stessi problemi di cui soffrono i tuoi pazienti. Piuttosto che essere tu ad aiutare loro saranno loro ad aiutare te; invece di essere tu a curare loro, saranno loro che faranno ammalare te. Ma la responsabilità è tua. Sii in amore, apriti, sii sincero, prima che essi comincino ad aprire le porte del loro cuore, che tengono chiuse ermeticamente perché nessuno arrivi a conoscere i loro problemi. La prima funzione dello psicoterapista è quella di aprite il proprio cuore, dimostrando che anch’egli è umano tanto quanto
loro, che soffre delle stesse debolezze, ha le stesse brame, ha lo stesso desiderio di potere, di danaro. Egli soffre di angoscia, ansia, ha paura della morte.
Apri il tuo cuore totalmente, questo aiuterà gli altri a fidarsi di te, perché tu non fingi. I giorni dei salvatori, dei profeti, dei messaggeri, dei tirtankara e degli avatara, sono del tutto passati. Nessuno di loro oggi verrebbe accettato. E se di questi tempi uno di loro ritornasse indietro, la gente non si prenderebbe la briga di lapidarlo, si prenderebbe semplicemente gioco di lui dicendogli: "Sei stupido, la sola idea che tu possa salvare l'umanità intera è folle. Prima di tutto salva te stesso e poi vedremo la tua luce, vedremo la tua grandezza e il tuo splendore."
La fiducia nasce da sola, non può essere richiesta, arriva come una brezza fresca dalle montagne, un'onda dall'oceano. Non si deve fare niente per ottenerla, basta essere disponibili, al momento giusto, nel posto giusto.
Nessuno ti può salvare all'infuori di te stesso. Io vi dico: siate salvatori di voi stessi. Aiutare è però possibile, ad una condizione: che l'aiuto arrivi con amore, con gratitudine perché i tuoi pazienti hanno avuto fiducia in te e ti hanno aperto il loro cuore.
La funzione di un terapista, Sagarpriya, è certamente molto complessa e degli idioti la stanno esercitando; è' come se i macellai si mettessero a fare i chirurghi. Sanno certamente come tagliare, ma ciò non vuol dire che possano diventare chirurghi del cervello. Possono uccidere bufali, mucche, animali di ogni tipo, ma la loro funzione è al servizio della morte. Il terapista è al servizio della vita. Deve saper creare valori affermativi della vita, vivendoli egli stesso, andando verso i silenzi del suo cuore. Quanto più profondamente sei con te stesso, tanto più profondamente puoi raggiungere il cuore degli altri. E' esattamente la stessa cosa, perché il tuo cuore e quello degli altri non sono molto diversi. Per cui, se capisci il tuo essere, potrai capire qualsiasi altro essere. E poi capisci che anche tu sei stato sciocco, che anche tu sei stato ignorante, hai sbagliato molte volte, hai commesso crimini contro te stesso e contro gli altri e che, se gli altri lo stanno ancora facendo, non c'è per questo bisogno di condannarli. Devono essere resi consapevoli e lasciati a loro stessi; non devi modellarli in una certa struttura.
In questo caso, essere terapisti sarà una gioia, perché si arriva a conoscere l'interiorità dell'essere umano, che è uno dei posti più segreti e più nascosti della vita. Conoscendo gli altri, conosci meglio te stesso. E' un circolo vizioso. Purtroppo non ci sono altre parole, altrimenti non avrei usato l'aggettivo vizioso. Permettetemi di coniare una nuova parola: è un circolo virtuoso. Tu ti apri con i tuoi pazienti, essi si aprono con te, questo ti aiuta ad aprirti di più e aiuta loro ad aprirsi di più. Presto non ci sono più terapista né pazienti, ma solo un gruppo che si aiuta reciprocamente, con amore. Se il terapista non si perde nel gruppo, la sua terapia non avrà successo. Questo è il mio criterio.
Sagarpriya, tu dici: "Sotto la tua guida ho imparato a non dominare gli altri quando uso le mie capacità per vedere, sto però ancora dominando me stessa?" Non sono due cose separate; dominare è dominare, sia che tu domini gli altri o che domini te stesso. Se stai dominando te stesso, in modi sottili stai comunque dominando anche gli altri. Come potrebbe essere altrimenti? Il primo dominio che devi lasciar perdere non è quello sugli altri, visto che non puoi essere sicura che gli altri l'accettino, il primo dominio che devi lasciar perdere è quello su te stessa.
Perché vuoi diventare un prigioniero e creare, con grande sforzo, una prigione intorno a te? Per poi portartela in giro, ovunque tu vada? Apprendi anzitutto la gioia profonda della libertà di un uccello che si libra nel vento, nel cielo sconfinato; e la tua stessa libertà diventerà una forza di trasformazione per gli altri. Il dominio è mostruoso, lascialo ai politici che non hanno vergogna di nulla. Vivono nei bassifondi e pensano di vivere in palazzi.
Tutta la loro vita è una vita spesa nei bassifondi. Vivono lì e moriranno lì, anche se sono primi ministri, presidenti, re, regine.
A uno dei più importanti poeti egiziani è stato chiesto una volta quanti re ci fossero nel mondo, ai suoi tempi. Egli rispose: "Ce ne sono solo quattro: uno è in Inghilterra e gli altri tre sono nelle carte da gioco"!
Ora si potrebbe dire, modificando la frase: ci sono quattro regine, una in Inghilterra e tre nelle carte da gioco. Ma non hanno gran valore, cercano solo di avere sempre più potere semplicemente per riempire ciò che è dentro di loro, e che sentono vuoto. Guardato dall'esterno, l'interno è vuoto. Guardato dall'interno tutto il mondo è vuoto. Solo la sfera interiore è straripante. Ma il fatto è che quello che straripa è invisibile, la fragranza del vostro essere, l'amore, la beatitudine, l'estasi, il silenzio, la compassione: niente che possa essere visto con gli occhi.
Ecco perchè, guardato dall'esterno, sembra che tutto sia vuoto e nasce quindi un profondo bisogno di riempirlo con danaro, potere, prestigio, diventando presidente o primo ministro, purché si faccia qualcosa per riempirlo. Non si riesce a vivere con il vuoto interiore. Queste persone non sono mai andate dentro di sè, hanno guardato dal di fuori ed è questo il problema; dal di fuori si possono guardare solo gli oggetti, e l'amore non è un oggetto, la beatitudine, l'illuminazione non sono oggetti. La comprensione, la saggezza, non sono oggetti. Tutto ciò che c'è di grande nella vita e nell'esistenza degli uomini è soggettivo, non oggettivo. Dal di fuori si possono vedere solo gli oggetti. E questo vi dà un'incredibile pulsione a riempire questo buco vuoto che esiste in voi con qualsiasi tipo di spazzatura. C'è chi lo riempie con conoscenza presa in prestito, chi con torture imposte a se stessi, per cui diventa un santo. C'è chi lo riempie mendicando per diventare primo ministro o presidente.
Non si è mai vista gente vuota dentro che non abbia il bisogno sfrenato di dominare gli altri, poiché questo dà loro la sensazione di non essere vuoti.

Un sannyasin è colui che inizia a cercare nella sua soggettività, dal suo interno, e diventa consapevole di tesori incredibili, inesauribili. Solo allora smetterai di dominare te stesso e gli altri, non ce n'è affatto bisogno. Da quel momento tutto il tuo sforzo sarà di rendere consapevole ognuno della propria individualità, della propria libertà, delle proprie sorgenti inesauribili di beatitudine, di appagamento, di pace.
Per me, se la terapia prepara il terreno alla meditazione, è una cosa che va bene. Intendo un terreno comune sia al paziente che al terapista. La terapia dovrebbe ad un certo punto volgersi in meditazione. La meditazione, a sua volta, ad un certo punto si volge in illuminazione.
Avere un potenziale così enorme e sentirsi ciò nonostante mendicanti... a volte sono molto triste, se penso agli altri: non sono mendicanti ma agiscono come tali. E non sono disposti a smettere di fare i mendicanti perchè pensano che sia tutto ciò che hanno. Ma se non smettono di essere mendicanti, non sapranno mai di essere imperatori e che il loro impero è interiore.
Sagarpriya, se hai smesso di dominare la gente, ma hai il sospetto di aver iniziato a dominare te stessa, nulla è cambiato. Hai frainteso l'intero messaggio.
Beckie e Sally sono a letto. "Senti Beckie," dice Sally, "fammi un piacere. Chiudi la finestra. Fuori fa freddo."
"Ma se chiudo la finestra, fuori farà caldo?", risponde Beckie.

Cerca di capirmi bene.
Il piccolo David di sei anni aveva cominciato a fare domande imbarazzanti alle quali né il padre né la madre erano in grado di rispondere. Così chiesero al figlio più grande, Martin, di spiegare al fratellino il comportamento degli uccelli e delle api.
Quella stessa notte, a letto, Martin tiene la sua prima lezione a David: "Senti David, sai quello che mamma e papà fanno la sera a letto?"

"Certamente," risponde David."
"Bene, continua Martin, "gli uccelli e le api fanno la stessa cosa."
E' umano errare, equivocare. Ma Sagarpriya è una donna intelligente può usare il nuovo concetto di terapia e diventare una pioniera nel suo campo. Ci sono così tanti idioti in giro, basta che qualcuno cominci una cosa, anche la più stupida, ed ecco che lo seguono a migliaia.
Esattamente una settimana fa in Rajasthan, una ragazza di 18 anni è rimasta vedova. Forse si era sposata solo 6 mesi o un anno prima. Si è gettata sulla pira funeraria per ottemperare agli antichi riti indù ed essere una sathi. La parola sathi è meravigliosa, significa "colui che può morire per la verità", deriva da Sat: Sat significa verità". Evidentemente amava così tanto il marito da farlo diventare il suo dio. Senza quell'uomo, la vita sarebbe stata priva di significato. Ma questo è di fatto un suicidio in pubblico ed è contrario alla costituzione indiana, va contro la legge indiana.
Eppure milioni di persone vanno ora in pellegrinaggio in quel paese. E' stato perfino costruito un villaggio, una tendopoli gigantesca e la gente arriva da ogni parte per venerare quella donna che ha fatto un grande gesto spirituale. E piuttosto che procedere legalmente contro la famiglia, il governo sta provvedendo ad organizzare i servizi per i milioni di persone che si stanno riversando in quella zona. Hanno aperto negozi, alberghi, ristoranti. Diventerà presto una grande città; una città santa!
E tutto questo perchè una ragazzina incolta e fortemente condizionata si è suicidata, per seguire delle idee che sono pura idiozia. Non c'è niente di spirituale in tutto questo, poiché se ci fosse stata spiritualità, come mai in questi anni neppure un solo uomo é saltato sulla pira funeraria della moglie? Eppure sono degli uomini coloro che hanno creato le sacre scritture e definito altamente spirituale un tale gesto. Solo per le donne? Non è un gesto spirituale, è una strategia molto furba per dominare.
L'uomo ha sempre sott'occhio la moglie, la tiene come una schiava, quando è in vita ha paura..: e una volta morto lui, chi lo sa, la moglie potrebbe innamorarsi di un altro, senza che lui possa farci niente. Meglio quindi creare un'ideologia secondo la quale la moglie si deve gettare sulla pira; in questo modo quel povero stupido si sente tranquillo anche da morto, ora non c'è più ragione di aver paura.
Sono molto sorpreso che i giornali ne parlino, che il governo si dia da fare ad organizzare i servizi, e che nessuno pensi che è un'azione illegale, incostituzionale, illogica, un'ideologia sciovinista. E' una dominazione che ha dell'inconcepibile, dominare perfino da morti!
Ma l'incomprensione continua, sembra infinita.
Una ragazzina se ne stava seduta nel parco, piangendo; un vecchio signore distinto si avvicinò e le chiese. "Cosa c'è che non va?" La ragazzina rispose: "Voglio anch'io quella cosa che ha il mio fratellino, che si alza e si abbassa e poi si alza ancora e si riabbassa di nuovo." A questo punto il vecchio signore si mise a piangere anche lui.
Una notte un uomo viene bloccato in una strada buia da una figura che stringe qualcosa nelle mani. "Per favore, signore, per favore, date alcuni dollari ad un pover'uomo che ha perso il lavoro, la moglie, la casa, tutto! E l'unica cosa che mi è rimasta", dice sollevando la mano," è questa pistola."
Sagarpriya, cerca di capire te stessa il più profondamente possibile. La terapia arriva in un secondo tempo. Se tu non raffini il tuo essere attraverso la meditazione e i silenzi... non ti dico di smettere, ma di trasformarne la qualità. Fallo diventare un vero lavoro; apri il. tuo cuore, parla ai tuoi pazienti delle tue debolezze, dei tuoi problemi. Chiedi loro consiglio, possono aiutarti. E se essi comprendono che il terapista non è un egoista, verranno da te con profonda umiltà e ti apriranno il loro cuore. A quel punto potrai aiutarli.
Ma non smettere mai di ricordare che la terapia in sé è incompleta; perfino il terapista perfetto non è che il primo gradino. Senza il secondo, il primo rimane privo di significato. Lascia quindi i pazienti al punto in cui cominciano a muoversi verso la meditazione. La tua terapia è completa solo quando i tuoi pazienti cominciano a fare domande sulla meditazione.
Crea nei loro cuori una profonda aspirazione verso la meditazione. E dì loro che anche la meditazione è solo un gradino, il secondo. Ed anche questo non è sufficiente di per sé, se non ti porta all'illuminazione, che è il culmine di tutti gli sforzi. Ho fiducia che tu sia capace di fare questo.
Un ebreo di Odessa sedeva nello stesso scompartimento di un ufficiale russo dello zar, che aveva con sé un maiale. Per punzecchiare l'ebreo, l'ufficiale continuava a chiamare l'animale: "Mosè! Mosè sta buono! Mosè vieni qui, vai là."
Questo andò avanti per tutto il viaggio fino a Kiev. Alla fine l'ebreo si stufò e disse: "Sai, capitano, è una vergogna che il tuo maiale abbia un nome ebreo". "Perché?"
"Beh, se così non fosse avrebbe potuto diventare un ufficiale nell'esercito dello zar!"

C'è un limite a tutto.
Non scordarti che il limite della terapia è là dove incomincia la meditazione e il limite della meditazione è là dove comincia l'illuminazione.
Naturalmente l'illuminazione non è un gradino verso qualcosa. Tu non fai altro che sparire nella consapevolezza universale. Diventi una semplice goccia di rugiada che scivola dalla foglia di loto nell'oceano. Ma è l'esperienza più grande che sia possibile fare. Rende la vita finalmente ricca di significato. Ti permette di diventare parte dell'universo dal quale il tuo ego ti ha separato. Ed è facilissimo. Facile quanto questo silenzio. Nessuno potrebbe dire che qui sono sedute migliaia di persone...
Devi solo camminare nella direzione giusta, tenere la rotta, ed ogni cosa può diventare un gradino verso uno stadio superiore di consapevolezza.
Io ho usato di tutto... ma la direzione è la stessa. Ho utilizzato molte tecniche di meditazione: superficialmente sembrano diverse. Esistono 112 metodi di meditazione, sembrano diversissimi tra loro e vi potete chiedere come tutti portino alla meditazione. Eppure è così, proprio come un filo che corre in una ghirlanda di fiori, sebbene tu non veda il filo ma solo i fiori, li unisce insieme.
Queste 112 tecniche hanno tutte un filo invisibile e questo filo è l'essere testimone, un osservatore, questo filo è la consapevolezza. Aiuta quindi i pazienti quanto più puoi a capire il loro problemi ma chiarisci bene che, anche se questi problemi si risolvono, la persona non è cambiata; domani comincerà a creare di nuovo lo stesso problema. Magari in modo diverso, con altri colori.
La tua terapia non dovrebbe essere altro che un'apertura alla meditazione. Allora ha un valore inestimabile. In caso contrario, è solo un gioco della mente.